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News | Notizie e avvisi | Serata in onore di Mario Coltorti e Giuseppe Giusti

giovedì 29 marzo 2007, ore 17.00, Sala Rari

La Biblioteca Nazionale e
l’Associazione “Amici di Napoli”
invitano alla

Serata in onore di
Mario Coltorti e Giuseppe Giusti

Introducono:
Imma Pempinello, Mauro Giancaspro

Relazione:
Felice Piccinino,“Le Transaminasi e la Epatologia”

Omaggio musicale a cura del trio “Jacqueline du Pré”
Raffaela Viscardi (violino), Susanna Canessa (violoncello), Natalino Palena (pianoforte)
Musiche di Debussy, Piazzolla, Verdi e Schumann

Voce recitante:
Annie Pempinello


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Nell 'aprile del 1955 Fernando De Ritis, Mario Coltorti e Giuseppe Giusti pubblicarono i loro primi lavori sulla determinazione delle attività transaminasi aspartico-chetoglutarico (AST) ed alanina chetoglutarico (ALT) del siero per la diagnosi di epatite virale. Tale osservazione, o meglio "scoperta", ha conservato in questi 50 anni inalterata la sua geniale validità. Essi intuirono e dimostrarono che l'infezione da virus realizza modalità di danno particolari che possono esprimersi cori "indici" rivelatori del danno; la presenza di questi per la correlazione tra infezione e danno è utile per la diagnosi di infezione. In altre parole la "sindrome enzimo-plasmatica" della epatite virale.
L'opera di Coltorti e Giusti ha contribuito in maniera determinante a precisare il contributo della "enzimologia clinica" quale scienza applicata alla diagnostica delle malattie epatiche. Ma l'importanza della "scoperta" delle transaminasi ha superato i confini della diagnostica epatologica trovando applicazioni forse ancora più importanti nel campo della prolassi, della epidemiologia e della patogenesi e terapia. Come ebbe a dirmi alcuni decenni orsono il professore Fernando De Ritis raccontando con orgoglio le confidenze di un famoso epatologo americano: "Tutto è cominciato con le transaminasi".
Onore, oggi a Giusti a Coltorti e giunga ad essi il nostro affettuoso riconoscimento per l'alto valore dell'insegnamento che hanno dato a noi, alla comunità scientifica internazionale ma soprattutto per il contributo che con la loro ricerca hanno reso all'uomo ammalato.

Raffaele Pempinello


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