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Fondo librario "Soggettività femminile"
Teca delle nuove accessioni 2007

torna a teca 2007

Carla Conti, Nobilissime allieve. Della musica a Napoli tra Sette e Ottocento, Napoli, Guida, 2003

Nobilissime allieve mette in luce uno spaccato inedito della pratica musicale al femminile nella Napoli tra Sette e Ottocento, intenta a produrre e divulgare la tradizione nonché le nuove istanze culturali europee.
Protagonista di questo lavoro storico sono le tre sorelle Capece Minutolo della Sonora dei Principi di Canosa che nel tempo crearono e conservarono un vasto patrimonio della cultura musicale, poi donato al Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli: dagli autografi di Paisiello alle prime copie fedeli mozartiane presenti in Italia.
Si configura così un’ampia scena musicale e di costume che è qui ricostruita anche attraverso le parole stesse di una delle protagoniste, la nobilissima Clotilde, grazie al suo diario inedito di cui si riportano ampi stralci.
L’autrice Carla Conti racconta, nel presente volume, la sottile trama inedita “delle donne in musica”, trama che si snoda dall’esclusione del chiostro all’esclusività del salotto.


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Carla Conti, compositrice e direttora di coro, è docente di Direzione di coro e repertorio corale presso il Conservatorio di musica S. Cecilia di Roma e collabora con la cattedra di Storia della musica dell’istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. Da anni si occupa della produzione al femminile nella musica con attività concertistica e di ricerca. Ha pubblicato lavori indirizzati alla pratica didattica nella scuola di base quali Itinerari corali. Proposte operative nella scuola di base e Suonare la fiaba, trascrizione pianistica del “Flauto magico” di W. A. Mozart (1997), Incanti di Natale (in coll. con L. M. De Santo, 2002)

(dalla quarta di copertina)

La storia di questo libro è ambientata a Napoli e finisce nell’inverno del 1882.
Negli ultimi giorni di quell’anno, una nobildonna di quasi ottant’anni dona il suo archivio musicale alla Biblioteca del Conservatorio della città lasciando, in tre casse e due canestri, i suoi amatissimi spartiti, i suoi libri, i ricordi e i sogni di una vita.
Come ogni storia, specie “dei tempi passati”, anche questa inizia con C’era una volta …
Erano quelli gli anni in cui le fanciulle ispiravano ai pittori Il canto dello stornello e le donne si facevano ritrarre con la loro bambina al pianoforte per Le gioie materne di quante poi volevano in casa la riproduzione appesa nel salotto.
Era il secolo in cui gli uomini iniziavano a ricordare teneramente nelle autobiografie e nei romanzi, di quando la mamma o la balia per la prima volta avevano cantato o suonato per loro. […]
Era il tempo in cui le fanciulle di buona famiglia suonavano leziosamente al pianoforte Bebé qui dort di Acton, Fleures de cerises di Aletter, Berceuse de la poupée di Cajani, deliziavano gli invitati con Le Menuet de la grand’mere di Tarenghi, Sourire d'enfant di Frontini, con “le compositions favorites” di Bossi: Confidence amoureuse, Babillage, La Princesse endormie, Le Souriceaux blanc, Le chateau enchanté, e tanti altri “petites morceaux caractéristiques”.
In questa storia la protagonista si chiama Clotilde e nasce nel 1808, si chiama Adelaide e anche Paolina, e si chiama ancora Evelina e Irene Beatrice nata all’alba del secolo, e Adelina e poi Luisa nata nel 1769 e poi Costanza e Sofia, e Giuseppina Maddalena e Melchiorra Brigida e anche Flaminia Anna e Carolina e Caterina […]
È una storia, la nostra, che potrebbe avere un altro titolo Dall'esclusione all'esclusività, perché dall’esclusione delle donne dalle attività musicali e dall’apprendimento della musica profana ha inizio e si configura poi come esclusività, perché lo studio della musica fu appannaggio, in seguito, delle bennate fanciulle.
Attraverso le storie di queste allieve si narra, nelle prossime pagine, del ruolo svolto dalle donne nell’intensa vita musicale napoletana tra il XVIII e il XIX secolo, ruolo che non presenta affatto contorni chiari e definiti a parte qualche caso isolato documentato nelle biografie di celebri cantanti e prime donne.
Molti segmenti di questo aspetto della storia della musica, che è anche storia delle donne, attendono di essere messi in luce, si pensi alle donne impegnate non solo come cantanti, ma anche nelle vesti di strumentiste, compositrici, committenti, librettiste; così come alcune tesi hanno bisogno di essere dimostrate. (da: Il testo e il contesto, pp.7-10)

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Dall’indice: Presentazione di Renato Di Benedetto; Il testo e il contesto; Istruzione musicale delle donne a Napoli nel Settecento; Educazione musicale delle donne a Napoli nell’Ottocento; Moments musicaux en salon; Nuovi libri per giovani allieve; Storie di formazione musicale come eredità femminile; Documenti; Bibliografia.

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