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Ingrid Betancourt, Lettera dall’inferno a mia madre e ai miei figli, Milano, Garzanti, 2008

Questo testo è stato scritto il 24 ottobre 2007 da Ingrid Betancourt, che il 22 febbraio 2002 è stata sequestrata dalle FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia che tengono in ostaggio da anni diverse altre centinaia di persone. È indirizzato alla madre, Yolanda Pulecio, ai suoi figli Mélanie e Lorenzo, e alla sua famiglia. Il manoscritto, dodici pagine vergate con una calligrafia regolare e densa, accompagnato da un video e da alcune foto, è stato sequestrato in occasione dell'arresto di alcuni guerriglieri a Bogotà. Una copia è stata trasmessa dal governo colombiano alla famiglia di Ingrid nel dicembre 2007. Questa è la prima traduzione integrale e autorizzata del documento. La lettera di Ingrid Betancourt è accompagnata dalla risposta dei suoi figli, Mélanie e Lorenzo, che si stanno battendo per la liberazione della madre.

Ingrid Betancourt, nata nel 1961, di nazionalità francese e colombiana, è stata deputato e poi senatore in Colombia, dove conduce una lotta incessante e coraggiosa contro la corruzione e i narcotrafficanti. È stata rapita dalle FARC nel 2002, quando era candidata alla presidenza della Repubblica. Prima di ricevere questa lettera, la famiglia non aveva sue notizie né prove della sua esistenza in vita dall'estate del 2003.

(dalla seconda e terza di copertina)

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Leggi questa lettera. Leggila bene. La voce che ti parla ti terrà sveglio la notte.
Descrive con parole semplici e strazianti la sua vita quotidiana nella giungla tra i seguaci dell'odio e della violenza. La sua solitudine, la nostalgia dei suoi cari, la sua angoscia così vicina alla disperazione. Imprigionata, tormentata, torturata, abbandonata da troppi potenti, troppo a lungo, affossata nelle tenebre così lontane del terrore, la credevano morta, muta.
I suoi carcerieri stanno facendo tutti gli sforzi per privarla dei suoi doni, l'intelligenza e la sensibilità. Vogliono isolarla ancora di più, cercano di farla impazzire. Ma Ingrid Betancourt resta lucida. E coraggiosa, fino all'eroismo. Libera.
Si,  questa combattente per la libertà degli esseri umani «non desidera nulla, per restare almeno libera dai desideri».Ma i suoi desideri sono semplici e sconvolgenti: tenere testa ai torturatori, ai boia. Di fronte alla brutalità del male, salvaguardare nonostante tutto la propria dignità, e la fede nell'uomo.
In nome della sua umanità e della tua, ti chiedo di ascoltare la sua voce. Per te è poco. Per lei è un messaggio, e può essere una commovente offerta di solidarietà.

(da: Prefazione di Elie Wiesel, pp. 9-10)

 

Dall'indice: Prefazione di Elie Wiesel; Lettera di Ingrid Batancourt; Lettera di Mélanie e Lorenzo Delloye-Betancourt; Appendice: Gli ostaggi in Colombia.

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Collegamenti

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apri la pagina collegata http://it.wikipedia.org/wiki/Ingrid_Betancourt
apri la pagina collegata http://video.libero.it/app/play?id=5f8a18f73557a00bba1201d5cb755746


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